UNO SCUGNIZZO PER BENE

UNO SCUGNIZZO PER BENE

Gaetano Musella nato il 22/01/1960 a Fuorigrotta proprio di fronte allo stadio San Paolo, da piccolo, come raccontavano i suoi familiari, giocava come tutti gli scugnizzi partenopei con una palla di carta tra le mura domestiche dribblando sedie e tavolini. Trequartista, straordinario negli assist, con grandissima velocità nel dribbling, fortissimo tecnicamente e con uno strepitoso fiuto del gol, insomma un ragazzo dal piede d’oro che realizzò in totale 85 presenze con la maglia del Napoli. Nel calcio di oggi Musella sarebbe tranquilla mente paragonabile a calciatori di primissimo livello come Totti e Del Piero. Il suo talento cristallino faceva innamorare dirigenti e allenatori di tutte le squadre che lo definivano il nuovo Rivera, fu lui stesso a fine carriera a rammaricarsi per non aver dato di più, dichiarando: “sinceramente non ho saputo gestire i miei momenti importanti”. In effetti la sua carriera sarebbe potuta essere ben più esaltante e avrebbe potuto ottenere molti più riconoscimenti e successi di quelli che ha ottenuto. Debutta a 18 anni in un Napoli – Bologna terminata 0-0 nella stagione 77’/78’, dopo aver compiuto tutta la trafila delle squadre giovanili azzurre, con l’allenatore degli azzurri Gianni Di Marzio che lancia nella mischia il giovane Nino il quale colpisce anche una traversa con un grandissimo tiro. La sua gioia è immensa, debuttare con la squadra del cuore è il suo sogno da bambino, l’unico rammarico della giornata è proprio il legno colpito. A proposito di rammarico e di debutto, nell’esordio in Coppa UEFA contro i belgi dello Standard Liegi gli viene annullato un gol regolare; ma la gioia del primo gol in Europa è rimandata al 16/09/1981 quando rea lizza un gol stupendo contro gli Ungheresi del Radnicki. Nel corso del campionato 1980/81, Musella sigla 5 reti, 2 in casa contro Catanzaro e Torino e 3 in trasferta contro i granata, Brescia e Fiorentina in una entusiasmante e combattuta stagione che vede la squadra partenopea contendere fino all’ultimo il titolo alla vecchia signora. È il Napoli di Rudy Krol, del fenomenale terzino sinistro Marangon ma anche del semisconosciuto Francesco Palo che al 90′ di Como-Napoli segna la rete che consente agli azzurri di crederci ancora. Poi sarà la Juventus al San Paolo a mortificare le velleità napoletane e chiudere i giochi complici stanchezza e troppo infortuni. Musella diventa idolo dei tifosi di quegli anni e nella stagione 81/82 realizza 3 gol che danno altrettante vittorie ai partenopei, contro Inter, Cesena e nell’ultima giornata contro il Genoa; saranno alla fine ventisette presenze su trenta, tutti ormai aspettavano la definitiva consacrazione di un ragazzo che compiva appena ventidue anni, in vece sorprendentemente viene dato in prestito al Catanzaro in serie A e non farà più ritorno da calciatore nella sua amata città. In totale col Napoli quindi vanterà 13 gol tra Campionato, Coppa Italia e Coppa Uefa. Dopo il Catanzaro, dove gioca tre stagioni con cinque reti, passa al Bologna dove realizza sette gol in campionato in tre anni, poi gioca il resto della sua carriera in serie C con Palermo, Empoli, Padova, Nocerina, Ischia, Latina e Juve Stabia, dimostrando sempre di essere di categoria superiore con la sua classe mai discussa. Gli anni più belli li trascorre di nuovo a Napoli ma questa volta a Castellammare con la maglia della Juve Stabia dove nonostante le sue prodezze non riesce a centrare l’obiettivo della serie B per ben due volte, perdendo agli spareggi. Nella sua carriera realizza circa 100 gol e totalizza an che 14 presenze con la nazionale Ita liana under 21, siglando un gol. Nel primo anno di Maradona è ad un passo dal Napoli, viene contattato da Antonio Juliano, con il contratto già pronto ma non riesce a firmare, ed è stato questo il suo più grande rammarico della sua carriera calcistica, spesso Nino pensava e raccontava ai suoi amici quanto sarebbe stato bello festeggiare un gol al San Paolo su un assist di Mara dona; il suo sogno purtroppo non si è mai avverato. Non dimenticherò mai gli allenamenti al San Paolo dove le tue magie mi facevano brillare gli occhi di gioia, che fortuna assistere dal terreno di gioco a quelle autentiche perle! Mi rimane l’orgoglio ed il vanto della tua amicizia, il ricordo indelebile della tua bontà e le indimenticabili presenze alle manifestazioni organizzate dai tifosi. E come dimenticare il giorno del mio matrimonio, non potevi assolutamente mancare e con te l’altro calciatore azzurro Gianni Improta. Dei momenti di allegria e spensieratezza insieme all’amore comune per la maglia del Napoli. Oggi lo scugnizzo azzurro, dai capelli a caschetto e quegli occhi vispi, ci guarda sicuramente da lassù facendo il tifo per gli azzurri!!