Italo-Inglese battendo in finale il Southampton, in quella stagione il Napoli arrivò alla semifinale della Coppa delle Coppe, competizione europea oggi scomparsa, una volta riservata alle squadre vincitrici delle coppe nazionali.
Era il 20 aprile 1977; dopo la partita di andata vinta 1-0 al San Paolo grazie a un goal di Bruscolotti, nel ritorno a Bruxelles contro l’Anderlecht (che in quel periodo era tra le più forti formazioni europee), l’arbitro inglese Matthewson ne combinò di tutti i colori, annullando anche il regolarissimo goal-qualificazione di Speggiorin.
Quell’arbitraggio scandaloso negò al Petisso la soddisfa zione di giocarsi uno dei trofei più ambiti d’Europa alla guida della sua squadra del cuore. Alla fine di quella stagione lasciò il Napoli, per poi ri tornarvii nella stagione 1982-83 evi tando agli azzurri una probabile re trocessione in serie B che sembrava scontata dopo che nel girone di an data il Napoli aveva totalizzato sol tanto la miseria di nove punti. In quella stagione Pesaola raggiunse la panchina numero 297 stabilendo il primato di presenze da allenatore nella storia azzurra.
L’esperienza sulla panchina azzurra ha trasformato Pesaola in un’icona del calcio italiano. Con lui sono entrate nella storia le tante sigarette che fumava e il suo cappotto-portafortuna color cammello. Anche dopo aver lasciato il calcio, Pesaola continuò a vivere a Napoli nel quartiere del Vomero, mo tivando così la sua scelta: “Napoli è una città bella da riempire il cuore; a Napoli non ti senti mai solo, qui non conoscerai mai la solitudine della vita”. Ancora oggi è considerato dai tifosi napoletani uno dei migliori allenatori della storia azzurra.
Personalmente ho avuto con mister Pesaola un rapporto speciale, uno dei personaggi della storia del calcio Na poli con cui ho legato di più. E’ stato per tantissimi anni opinionista nella mia trasmissione a cui partecipava con molto entusiasmo, ricordo in particolare qualche sua partecipa zione in precarie condizioni fisiche a testimonianza dell’affetto che ci legava.
I suoi racconti erano sempre straordinari e particolari e nella mia trasmissione si sentiva libero di esprimere le sue idee senza alcun timore. In occasione della manifestazione da me organizzata per festeggiare gli ottant’anni di vita del calcio Napoli, fu premiato, insieme ad Antonio Iuliano, come uno degli AZZURRISSIMI D’ORO, per la fedeltà dimostrata alla squadra e alla città.
Fu una grandissima serata a cui parteciparono circa 200 personaggi tra ex calciatori, allenatori e dirigenti che hanno fatto la storia del calcio a Na poli. Bruno Pesaola, un pezzo im portante della storia del Napoli; il suo amore, la sua passione per la maglia azzurra andrebbero prese come esempio per far capire cosa si gnifica giocare al calcio in questa città. Il 29 maggio 2015 il Petisso ci lasciò per andare nell’azzurro del cielo, ma ancora oggi a Napoli si parla della sua passione per quella maglia azzurra da lui tanto amata. Ci mancheranno tanto i suoi racconti sulla storia del Napoli; grazie mister per i tuoi insegnamenti di vita e di calcio!!!
