Il prossimo 13 dicembre ricorre il secondo anniversario della dipartita di Antonio Iuliano, il mio grande capitano, amato da sempre da tutti i tifosi partenopei. Con la ma glia numero 8 e le sue 505 presenze in maglia azzurra Antonio Iuliano è stato il più grande napoletano della storia del calcio Napoli. Bandiera sto rica di questa città, come non se ne vedono ormai da anni, resterò per sempre legato a lui attraverso tanti ricordi indelebili. Il 26 dicembre scorso avrebbe compiuto gli anni, mi auguro che abbia festeggiato il suo compleanno in paradiso con il nostro amato Diego, con il suo presidente Roberto Fiore, con il suo allenatore preferito Bruno Pesaola, con il suo e nostro pupillo Nino Musella e con Dino Celentano con il quale operò in maniera determinante nella trattativa che portò Diego a Napoli. To tonno si dimostrò anche un grandissimo Direttore Generale, ricordiamo che anche il fortissimo difensore olandese Rudy Krool arrivò a Napoli grazie a lui. Antonio è un grande personaggio della storia calcistica partenopea, tutti lo ricordano coi capelli neri, gli occhi vispi e una grinta da vendere, una personalità forte ma allo stesso tempo caratterizzata da una grande umiltà.
Totonno è stato uno dei più bravi centrocampisti italiani e soprattutto ha rivestito un ruolo importantissimo ovvero quello del regista. Faceva tutto con grande semplicità e naturalezza, i suoi compagni di squadra trovavano spesso la via del gol grazie alle sue grandi giocate. Totonno Juliano nacque a San Gio vanni a Teduccio (Napoli) il 26 dicembre del 1942, anche se per l’anagrafe il compleanno ricadeva il primo gennaio. La sua storia calcistica parte proprio dal suo quartiere, dove un osservatore azzurro, vedendolo gio care, lo tesserò con i “ragazzi”, in cambio di due palloni ed una forni tura di magliette. Crebbe calcistica mente nel Napoli compiendo tutta la trafila dalle giovanili fino alla prima squadra, alla quale fu aggregato nella stagione 1961-1962, sotto la guida tecnica di Bruno Pesaola. Il suo debutto col Napoli risale al 31/05/62 in occasione della partita di coppa Italia Napoli-Mantova 2-1, in serie B. Dopo alcuni mesi, dopo aver conquistato la promozione in serie A, debuttò in Europa negli ottavi di finale di Coppa delle Coppe il 12/11/1962 a Budapest contro gli ungheresi del l’Ujpest scendendo in campo con la maglia numero 11. Il 17/02/63, in occasione della partita Inter-Napoli, avvenne il debutto con il Napoli nella massima serie. Da allora e fino alla stagione 1977-1978, fu legato alla città di Partenope che ne riconobbe subito il talento e il carisma che lo caratterizzavano, realizzò tra l’altro nella sua permanenza a Napoli 38 reti, molte delle quali con fortissimi tiri calciati da fuori area, con un po’ di fortuna ne avrebbe potute realizzare molte di più.
E’, ancora oggi, il napoletano che detiene più presenze nel Napoli e credo che questo record sia difficilmente eguagliabile. Juliano realizzò il sogno che aveva da bambino, diventare il leader e capitano della squadra della propria città e conquistare la Nazionale dove disputò tre Mondiali, giocando con dei grandissimi campioni come Riva, Mazzola, Rivera Zoff e tanti altri nazionali di grande spessore. La sua avventura in Nazionale cominciò nel 1966, anno in cui giocò la sua prima partita con la nazionale Italiana: Italia – Romania, giocata a Napoli, davanti al suo amato pubblico. In formazione ben 8 interisti e la scelta mi sembrava alquanto sor prendente, visto il predominio di componenti nerazzurri in nazionale. A centrocampo oltre a Juliano vi era l’altro calciatore del Napoli Ottavio Bianchi, da poco acquistato dalla società. L’Italia vinse per 2-1: gol di Mazzola e di De Paoli. Juliano disputò una grande partita, fu il dominatore del centrocampo, risultando il migliore in campo. Con la maglia del Napoli sfiorò lo scudetto in diverse occasioni, in particolare per ben due volte con il tridente sudamericano “Sivori, Altafini e Canè”, nella metà degli anni 60 con gli allenatori Pesaola e Chiappella, nella stagione 1970/1971 il Napoli, sotto la guida di Chiappella lottò per lo scudetto: era il Napoli dei “vecchietti” Sormani, Hamrin e Altafini ma era anche il Na poli dei ragazzi napoletani Iuliano, Abbondanza, Improta e Montefusco. Purtroppo ancora una volta gli arbitri decisero di favorire una delle solite tre potenze del nord a discapito degli azzurri, soprattutto l’Inter fu favorita da un arbitraggio scandaloso nello scontro diretto con il Napoli in cui il grande Dino Zoff, allora portiere del Napoli, si fece passare la palla sotto le gambe, errore provocato da un evi dente stato psicologico compro messo dagli errori arbitrali che ave vano condizionato la gara, su tutti ricordiamo un rigore inesistente assegnato all’Inter dal vergognoso arbitro Gonella. Successivamente il Napoli di Iuliano andò ancora vicino a conquistare il tricolore con il grande mister Luis Vinicio che poteva contare su favolosi tridenti d’attacco come “Canè, Clerici e Braglia” e poi “Massa, Savoldi e Braglia”, in un Na poli che ancora oggi viene ricordato per il suo gioco spettacolare. Con i Partenopei “Totonno” vinse due coppe Italia, la prima nel 1962 che resta l’unica volta in cui una squadra di serie B ha vinto il trofeo, la seconda nel 1976, vinse inoltre il torneo anglo-Italiano, la coppa delle Alpi ed ottenne due promozioni in serie A. Non si può non ricordare che allo “scugnizzo di San Giovanni a Teduccio” fu attribuito il titolo di Cavaliere della Repubblica per ben due volte, in seguito alla vittoria di un Campionato Europeo e per essere arrivato secondo ai mondiali di Messico 70’ dietro solo al Brasile di Pelè. Per un diverbio con l’allenatore napoletano Gianni Di Marzio, fu co stretto a chiudere la sua carriera con una annata spettacolare con la ma glia del Bologna dove indossava la fascia di capitano, ma fu solo una parentesi perché il suo cuore e la sua mente erano rivolti solo alla maglia azzurra del Napoli. “Appese, come si suol dire, le scarpe al chiodo”, Juliano fu ingaggiato più volte dalla Società Calcio Napoli, in qualità di Direttore Generale.
Questa nuova avventura coincise con la stagione 1980-1981, tormentata dalle tristi vicende del terremoto in Irpinia, in cui il Napoli sfiorò nuovamente il tricolore potendo contare anche sulla gran classe del fortissimo nuovo ac quisto olandese Rudy Krol. Successivamente Iuliano portò a Napoli Bagni e soprattutto Maradona, l’arrivo del campione argentino avrebbe cambiato per sempre la storia del calcio Napoli riscattando definitiva mente un intero popolo. Totonno andò via per ritornare dopo tantissimi anni, in una situazione molto complicata fu chiamato per risollevare le sorti dei partenopei, portò a Napoli l’allenatore Renzo Ulivieri ma i risultati non furono quelli sperati perché non si centrò l’obiettivo della promo zione in “Serie A”, che fu conquistato l’anno seguente grazie a Stefan Schwoch, un giocatore che fu acqui stato da lui. Oltre a lottare in tante battaglie in campo da capitano dei Partenopei, Iuliano è stato uno dei più grandi dirigenti mai avuti dal calcio Napoli. In occasione degli 80 anni della storia del Napoli fu premiato dal sottoscritto come azzurrissimo d’oro. Nonostante il suo carattere riservato fu più volte presente alle inaugurazioni del commando ultrà e ogni anno era ospite nella mia trasmissione televisiva a dimostrazione dell’affetto e della stima che ci legava, ricordo che il mio grande capi tano e direttore si emozionava ogni qualvolta gli dedicavamo dei filmati che raccontavano la sua storia a Na poli. LA MAGLIA ATTACCATA ALLA PELLE 31 In occasione dei suoi funerali fu molto commovente vedere tutte quelle persone omaggiare il nostro grande capitano ai suoi funerali, tanti ex-azzurri, tra i quali Montefusco e Canè che portarono la bara sulle proprie spalle, presente lo storico presidente Corrado Ferlaino, la S.S.C. Napoli, nella figura del presidente Aurelio De Laurentiis, ricordò Iuliano con una maglia numero 8 a lui intitolata, presenti anche i gruppi delle due curve e i rappresentanti di tutti gli altri settori dello stadio Maradona, tutti insieme ad onorare il grande To tonno. Ricordo quei momenti con grande commozione, ai familiari mostrai un suo poster gigantesco che conservo da quasi 50 anni, perché Antonio Iuliano era effettivamente un gigante non solo come calciatore e come direttore ma soprattutto come uomo. Nella puntata di “Tifosi napoletani” del prossimo 11 dicembre rende remo omaggio al nostro capitano, come abbiamo fatto l’anno scorso, con un emozionante filmato di alcuni minuti ma di grande intensità. Grazie “Totonno” ti porteremo sempre nel nostro cuore. Con la tua classe e la tua fascia sul braccio sei stato una bandiera storica di questa città, ricorderò per sempre la tua onestà, la tua lealtà ed il tuo amore verso i nostri colori.
