L’Italia cade ancora, e questa volta fa ancora più male. “Italia fuori dai Mondiali 2026: è la terza esclusione consecutiva”, un titolo che pesa come un macigno sulla storia del calcio azzurro. Dopo anni di delusioni, la Nazionale manca nuovamente l’appuntamento con il palcoscenico più importante, quello dei Mondiali 2026.
La sensazione è quella di un ciclo che non riesce a ripartire. “Tre esclusioni, una ferita: l’Italia sprofonda lontano dal Mondiale” descrive perfettamente lo stato d’animo di tifosi e addetti ai lavori. Errori, cambi generazionali difficili e una mancanza di continuità hanno portato a un risultato che fino a qualche anno fa sembrava impensabile per una delle nazionali più titolate della storia.
E così, mentre le altre grandi del calcio mondiale si preparano a vivere l’atmosfera del torneo, resta l’amarezza: “Senza azzurro non è Mondiale: Italia ancora assente”. Un vuoto sportivo e simbolico che pesa non solo sui tifosi, ma sull’intero movimento calcistico italiano.
Ora serve ripartire, senza alibi. Perché il rischio è che questo momento non sia solo una crisi passeggera, ma l’inizio di un declino più profondo. E allora la domanda diventa inevitabile: “Dov’è finita l’Italia campione?”.
