A TU PER TU CON PINO MIGLIACCIO E GENNARO MONTUORI

A TU PER TU CON PINO MIGLIACCIO E GENNARO MONTUORI

La matematica non ci condanna

Salve direttore, grande delusione per la mancata qualificazione della nazionale italiana ai mondiali, per la terza volta consecutiva ci toccherà guardare un mondiale senza poter tifare per i nostri ragazzi.
Buon pomeriggio prof., una intera generazione di giovani non ha ancora avuto il piacere di assistere ad un mondiale con l’Italia tra le protagoniste. Una vicenda molto triste e allo stesso tempo molto grave che fa piombare il sistema calcio italiano in una profonda crisi senza precedenti.
Mi limito a manifestare il mio dispiacere solo ed unicamente per il mister Gattuso che ha cercato in tutti i modi di salvare il salvabile ma non ci è riuscito. Gennaro paga colpe non sue a partire dallo sciagurato inizio delle qualificazioni quando con Spalletti alla guida la pesante sconfitta in Norvegia ha di fatto compromesso il cammino degli azzurri.

Veniamo al nostro Napoli. Tre vittorie consecutive contro Lecce, Torino e Cagliari ci hanno riavvicinato al secondo posto occupato in questo momento dal Milan ad un solo punto di distanza e ci hanno permesso di dimezzare lo svantaggio dalla capolista Inter che ora ha soli 7 punti in più rispetto agli azzurri. Non appena gli arbitri hanno smesso di condizionare le gare il gap si è dimezzato.
Buon pomeriggio prof., effettivamente le ultime tre giornate di campionato hanno fatto registrare un calo evidente dei nerazzurri che hanno dimezzato il vantaggio enorme di 14 punti che avevano accumulato fino a poche settimane or sono. Mancano solo 8 partite alla fine di questo tormentato campionato, la matematica non ci condanna e sognare non costa nulla, 7 punti sono ancora un margine rassicurante per gli uomini di Chivu ma le prossime due partite dell’Inter in casa contro la Roma e in trasferta a Como saranno, a mio avviso, decisive per capire se abbiamo realmente ancora qualche possibilità di realizzare quella che sarebbe forse la più clamorosa delle rimonte mai avvenute nel calcio italiano, impresa che avrebbe un valore incredibile soprattutto perché questo campionato sarà ricordato negli almanacchi dai tifosi azzurri come il più falsato dal sistema arbitrale della storia della seria A come hai giustamente sottolineato.

Ovviamente occorrerà vincere lo scontro diretto contro il Milan al Maradona condizione necessaria per scavalcare gli uomini di Allegri al secondo posto e per essere la prima antagonista dell’Inter in questa fase finale della stagione. Quali sono le tue sensazioni alla vigilia della gara contro i rossoneri che potrebbe valere una intera stagione.
La gara tra Napoli e Milan è innanzitutto quella che rappresenta maggiormente il calcio italiano. Da un lato gli azzurri che rappresentano da sempre il Meridione d’Italia e dall’altra la prima squadra di Milano simbolo del potere del nord. Casualmente il calendario propone questo big match dopo la pausa per la nazionale guidata da Gattuso che è un doppio ex di questa gara. Mi piace sottolineare che il tecnico calabrese alla guida del Napoli ha conquistato una coppa Italia e se non fosse stato per quella strana partita in casa con il Verona che ha lasciato molti dubbi, di fatto il suo Napoli si sarebbe piazzato al secondo posto ottenendo la qualificazione in Champions. Oggi Napoli e Milan sono allenate da due allenatori che hanno in comune il fatto di aver stravinto quando si sono seduti sulla panchina della Juventus, ma ritengo che Antonio Conte abbia dimostrato proprio nella nostra città di essere il più grande allenatore italiano vincendo uno scudetto dove inoltre 100 di storia ci sono riusciti solo il grande Diego Armando Maradona e il Napoli di Luciano Spalletti che ha fortemente sfruttato i due fuoriclasse Osimhen e Kvara che aveva a disposizione.

Conte ha realizzato un prodigio l’anno scorso e quest’anno secondo me fino ad oggi si è superato perché lottare per il secondo posto e cercare di impensierire anche il primo posto dell’Inter dopo tutti i torti arbitrali e tutti gli infortuni che hanno caratterizzato l’intera stagione è qualcosa di sensazionale. Onore al nostro condottiero che in due anni a realizzato a Napoli qualcosa di unico. Restando alla gara al Maradona contro il Milan l’auspicio è quello di ritrovare finalmente il dodicesimo uomo in campo che a onore del vero manca da troppo tempo sugli spalti dello stadio che in passato ha fatto tremare chiunque calpestasse quel terreno di gioco. Ricordo partite memorabili tra azzurri e rossoneri in cui davvero lo stadio San Paolo ha fatto la differenza, scenografie incredibili che non si sono mai più riviste in nessun stadio italiano. Oggi purtroppo il tifo è cambiato, le curve cantano incessantemente ma il resto dello stadio fa fatica a seguire i ragazzi delle due curve. Parecchi tifosi vengono allo stadio pensando di venire a teatro e questo non aiuta a trasformare il Maradona in una bolgia. Speriamo che almeno nella serata del lunedì dell’angelo si possa assistere finalmente ad un caloroso e coreografico tifo partenopeo che possa realmente spingere i nostri ragazzi verso una vittoria che sarebbe fondamentale per questo sprint finale. Direttore due settimane fa abbiamo preparato insieme una scheda che abbiamo poi proposto in trasmissione dalla quale si evince che il campionato del Napoli finora è stato condizionato più dagli arbitri che dagli infortuni, abbiamo deciso di comune accordo di riproporla in questa rubrica. Il Napoli dopo 30 giornate ha totalizzato 62 punti su 90 disponibili perdendo per strada 28 punti. I primi 3 punti il Napoli li perde nella trasferta di Milano contro il Milan in cui ci presentiamo di fatto senza la difesa titolare per le assenze di Buongiorno, Olivera e Rrahmani, ma viene negato un rigore netto su Mc Tominay che di fatto ci fa perdere almeno un punto. Altri 3 punti persi nella trasferta di Torino contro i granata dove il Napoli gioca onestamente una brutta gara con la squadra non al completo. Due punti persi in casa con la squadra non al completo contro un Como che si sta dimostrando una delle realtà più forti di questo campionato. A bologna altri 3 punti persi altra prestazione deludente con la squadra quasi al completo. Un Napoli in emergenza senza Lukaku, DeBruyne, Gilmour, Anguissa, Spinazzola e Gutierrez batte nettamente l’atalanta al Maradona per 3-1 e la Roma all’Olimpico. la giornata seguente senza nemmeno Lobotka il Napoli batte pure la Juventus. A Udine arriva una brutta prestazione e una sconfitta con un centrocampo ancora in emergenza. In emergenza il Napoli vince netta mente la supercoppa italiana a dicembre. Orfani ancora di De Bruyne, Anguissa e Gilmour arrivano due vittorie in trasferta contro Cremonese e Lazio. Inizia l’opera diabolica del sistema arbitrale italiano. Marchetti ci toglie di fatto 2 punti nella gara interna col Verona. Lo stesso fa doveri a Milano contro l’Inter. Fabbri si ripete nel discusso pareggio interno contro il Parma. Un Napoli ancora in emergenza batte il Sassuolo in casa. A Torino il pessimo arbitro Mariani non concede un rigore sacrosanto al Napoli sullo zero a zero direzionando la gara sulle sponde bianconere. In grande emergenza battiamo la Fiorentina in casa e il Genoa in trasferta. Senza il centrocampo titolare pareggiamo in casa contro la Roma con l’arbitraggio di Colombo discutibile. Il capolavoro arbitrale avviene alla 26° giornata. Atalanta-Napoli sarà ricordata come la partita più falsata della storia del calcio italiano. Ricapitolando su 28 punti persi 13 punti persi (il 46%) sono a causa degli errori arbitrali, 10 punti persi (il 36%) sono attribuibili a prestazioni insufficienti degli azzurri e solo 5 punti persi (solo il 18%) sono attribuibili all’emergenza infortuni. La squadra in emergenza ha giocato bene e reso molto e questo dà ancora più lustro all’operato di Conte. se non dovessimo confermarci campioni d’Italia la colpa è soprattutto della vergogna arbitrale a cui tutti hanno assistito. Direttore ti chiedo un’ultima considerazione sulla polemica che ha tenuto banco nelle ultime settimane per il murale dei campioni del Napoli eseguito da Jorit fuori lo stadio Maradona. In particolare Ciro Ferrara ha palesemente dichiarato la sua delusione per non essere stato preso in considerazione pur essendo il napoletano più vincente della storia del calcio azzurro.

A tal proposito credo che bisogni fare un po’ di chiarezza rispetto a quanto è stato fatto e detto negli ultimi giorni. Innanzitutto Jorit è un ottimo professionista, direi geniale, oltre ad essere un bravissimo ragazzo, però credo che gli sia stata data una responsabilità enorme. Nella storia del calcio partenopeo si sono susseguiti fior di giocatori, ma credo che solo il mio grande fratello Diego Maradona sia di gran lunga avanti tutti gli altri protagonisti azzurri. Selezionare i migliori 11 non è cosa semplice è non è alla portata di tutti. A mio avviso bi
sognava creare una giuria di esperti che veramente conoscono la storia del calcio Napoli e che avrebbero potuto scegliere con molta accuratezza la squadra dei sogni. Per quanto riguarda Ciro Ferrara se da un lato da un punto di vista sportivo avrebbe meritato di essere inserito negli 11 dall’altro lato è anche vero che non sempre ha dato prova della sua napoletanità e spesso nelle sue apparizioni televisive è apparso più orientato al mondo juventino che alle sue origini. A tal proposito in occasione della celebrazione dei 30 anni dalla conquista della Coppa Uefa da me organizzata Ciro si rifiutò di mandare un messaggio ai tifosi napoletani perdendo una occasione d’oro di riconciliarsi con un popolo che non ha gradito il suo allontanamento dalla nostra splendida città.